The Rim - Cowospace

2021

Tesi di laurea su coworking system che unisce antropologia, branding e design digitale, esplorando il lavoro contemporaneo e progettando uno spazio fisico e digitale per la condivisione creativa.

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Il Contesto

Il progetto di tesi nasce da un’analisi antropologico-culturale del coworking, inteso come spazio di condivisione, contaminazione e crescita professionale. L’elaborato esplora la trasformazione del lavoro contemporaneo, con particolare attenzione al passaggio da modelli fordisti a ecosistemi flessibili e collaborativi. Il coworking viene interpretato come risposta alla frammentazione del lavoro creativo e alla necessità di nuove forme di comunità professionale.

Cowospace

Il progetto The RIM propone un coworking space come ecosistema circolare basato su serendipity, condivisione e autonomia. La struttura fisica e concettuale è progettata come una “tavola rotonda” contemporanea, dove il centro diventa cuore sociale e le periferie spazi operativi. L’obiettivo è bilanciare privacy e collaborazione, offrendo ambienti flessibili che favoriscano incontri casuali, networking e produzione creativa all’interno di una comunità dinamica.

Brand Design

Il naming The RIM deriva dall’idea di circolarità e comunità. Il brand traduce il concetto di unione e continuità in un’identità forte, immediata e riconoscibile.

Corporate Identity

La visual identity riflette i valori di accoglienza, condivisione e appartenenza. Palette calda, linguaggio morbido e sistema visivo coerente con l’idea di uno spazio umano e collaborativo.

La Piattaforma

Il progetto include una piattaforma digitale dedicata alla gestione del coworking, con sistema di prenotazione desk, calendario, pagamenti e gestione spazi. L’UX/UI è progettata per bilanciare semplicità e funzionalità, permettendo agli utenti di scegliere modalità di lavoro flessibili. L’interfaccia integra strumenti per la gestione della community, facilitando connessioni tra utenti, eventi e servizi. Il design supporta serendipity e autonomia operativa.

I miei takeaways

Il progetto ha rappresentato un percorso completo tra research, design e strategia, integrando antropologia, branding e progettazione digitale. Mi ha permesso di lavorare su un sistema complesso, dal concept allo sviluppo visivo e funzionale. L’esperienza ha rafforzato la capacità di costruire ecosistemi coerenti, dove spazio fisico, identità e piattaforma digitale convivono in un unico sistema progettuale.

Domande al Designer

Il mio metodo si basa su una visione olistica. Non separo mai il design dalla sua implementazione tecnologica. In progetti come EmTech Italy o Huawei TechArena, il mio ruolo è stato quello di ponte strategico: traduco concetti complessi in interfacce intuitive e sistemi visivi coerenti. Utilizzo un approccio Data-Driven ed User-Centric, in cui il design non è solo estetico, ma funzionale, garantendo che l’esperienza utente (UX) supporti direttamente gli obiettivi tecnologici del cliente.

A differenza di un puro designer, possiedo una solida base di sviluppatore frontend. Conosco i limiti e le potenzialità del codice, il che influenza ogni scelta in fase di UI Design. Progetto interfacce che sono tecnicamente sostenibili e ottimizzate per il web (via WordPress), riducendo il gap tra il prototipo in Figma e il prodotto finale. Questo mi permette di gestire lo sviluppo web in autonomia, mantenendo intatta la visione creativa e assicurando performance ottimali.

Il mio valore è il dinamismo visivo. Non mi limito a creare layout statici; utilizzo il Motion Design (After Effects) per dare vita all’identità del brand, come visto in Ray-Ban: You’re On o Oakley: Beyond Human. Che si tratti di eventi, social media o interfacce digitali, il mio obiettivo è creare esperienze memorabili. Questa capacità di unire branding tradizionale e animazione consente alle aziende di emergere, trasformando una semplice immagine in un asset comunicativo interattivo.

Il 3D è per me uno strumento per modellare l’impossibile. Utilizzo software come Blender e Substance Stager non solo per scopi estetici, ma per la Product Visualization e la prototipazione, come nel progetto The Rim. Dalla modellazione alla resa finale (rendering), la mia competenza mi permette di integrare elementi tridimensionali in contesti digitali complessi per valorizzare ogni dettaglio, mantenendo un controllo totale sulla qualità del visual design.

È la prova della mia versatilità tecnica. La gestione di eventi live, la regia e il video mapping (come in EmTech Italy) mi hanno insegnato a lavorare sotto pressione. Questa esperienza trasversale mi permette di approcciare i progetti digitali con una mentalità pronta alla criticità: so coordinare flussi di lavoro in tempo reale e mantenere il focus sulla qualità dell’output, anche in scenari imprevedibili come quelli vissuti con Torino City Lab.

Il mio approccio è quello di un innovatore pragmatico. Sono abituato a lavorare su progetti di Call for Solutions o di innovazione digitale, come Poste Italiane Call for Solutions o Unicredit Hack. La mia capacità di spaziare dal Graphic Design al 3D, fino alla UX/UI, mi permette di analizzare il problema da più angolazioni. Cerco soluzioni sostenibili, scalabili e allineate alle esigenze specifiche dell’ecosistema aziendale, puntando sempre al massimo impatto comunicativo.

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