CineNotes - Quaderni in Realtà Aumentata

2019

Editorial Design, Illustrazione e AR Design per una collana di quaderni interattivi dedicati al cinema.

CineNotes - Featured Pic

Il Contesto

CineNotes è un progetto sviluppato in ambito accademico con l’obiettivo di reinterpretare un oggetto quotidiano come il quaderno per appunti attraverso strumenti digitali e interattivi. Il progetto unisce editoria, illustrazione, motion design e realtà aumentata, trasformando ogni notebook in un’esperienza immersiva dedicata al linguaggio cinematografico. L’utente non si limita a scrivere, ma può esplorare contenuti multimediali, citazioni e riferimenti ai grandi autori del cinema.

Logo Design

L’identità visiva di CineNotes prende ispirazione dall’estetica dei manifesti cinematografici della Hollywood classica, reinterpretata in chiave contemporanea. Il logo utilizza colori ad alto contrasto, una tipografia dal carattere editoriale e richiami visivi al mondo della pellicola e delle sale cinematografiche. L’obiettivo è trasmettere immediatamente il legame tra cinema, narrazione e cultura visiva, mantenendo un linguaggio versatile per i diversi volumi della collana.

Il Prodotto

La collana editoriale è composta da quaderni dedicati a singoli registi, ciascuno progettato per rifletterne stile, immaginario e linguaggio visivo. Sono stati sviluppati due prototipi: uno ispirato a Tim Burton e uno a Quentin Tarantino. Ogni volume integra citazioni, grafiche originali, QR code collegati a scene iconiche dei rispettivi film e tre illustrazioni progettate per attivare contenuti in realtà aumentata. Palette cromatiche, layout e linguaggio illustrativo vengono adattati per rappresentare l’identità artistica di ciascun autore.

AR Mapping

Ogni quaderno contiene tre illustrazioni-marker progettate per attivare esperienze in realtà aumentata 2D e 3D. Attraverso l’app CineNotes, sviluppata con Unity ed esportata in APK Android tramite SDK dedicati, l’utente può inquadrare le illustrazioni e visualizzare animazioni che estendono il contenuto editoriale nel digitale.

I miei takeaways

Realizzato come progetto d’esame accademico, CineNotes mi ha permesso di sperimentare l’incontro tra editoria tradizionale e tecnologie immersive. È stato particolarmente stimolante lavorare su discipline differenti — graphic design, illustrazione, motion design e AR — con l’obiettivo di innovare un oggetto di uso comune. Un progetto divertente e multidisciplinare che mi ha consentito di esplorare nuove modalità di storytelling e interazione.

Domande al Designer

Il mio metodo si basa su una visione olistica. Non separo mai il design dalla sua implementazione tecnologica. In progetti come EmTech Italy o Huawei TechArena, il mio ruolo è stato quello di ponte strategico: traduco concetti complessi in interfacce intuitive e sistemi visivi coerenti. Utilizzo un approccio Data-Driven ed User-Centric, in cui il design non è solo estetico, ma funzionale, garantendo che l’esperienza utente (UX) supporti direttamente gli obiettivi tecnologici del cliente.

A differenza di un puro designer, possiedo una solida base di sviluppatore frontend. Conosco i limiti e le potenzialità del codice, il che influenza ogni scelta in fase di UI Design. Progetto interfacce che sono tecnicamente sostenibili e ottimizzate per il web (via WordPress), riducendo il gap tra il prototipo in Figma e il prodotto finale. Questo mi permette di gestire lo sviluppo web in autonomia, mantenendo intatta la visione creativa e assicurando performance ottimali.

Il mio valore è il dinamismo visivo. Non mi limito a creare layout statici; utilizzo il Motion Design (After Effects) per dare vita all’identità del brand, come visto in Ray-Ban: You’re On o Oakley: Beyond Human. Che si tratti di eventi, social media o interfacce digitali, il mio obiettivo è creare esperienze memorabili. Questa capacità di unire branding tradizionale e animazione consente alle aziende di emergere, trasformando una semplice immagine in un asset comunicativo interattivo.

Il 3D è per me uno strumento per modellare l’impossibile. Utilizzo software come Blender e Substance Stager non solo per scopi estetici, ma per la Product Visualization e la prototipazione, come nel progetto The Rim. Dalla modellazione alla resa finale (rendering), la mia competenza mi permette di integrare elementi tridimensionali in contesti digitali complessi per valorizzare ogni dettaglio, mantenendo un controllo totale sulla qualità del visual design.

È la prova della mia versatilità tecnica. La gestione di eventi live, la regia e il video mapping (come in EmTech Italy) mi hanno insegnato a lavorare sotto pressione. Questa esperienza trasversale mi permette di approcciare i progetti digitali con una mentalità pronta alla criticità: so coordinare flussi di lavoro in tempo reale e mantenere il focus sulla qualità dell’output, anche in scenari imprevedibili come quelli vissuti con Torino City Lab.

Il mio approccio è quello di un innovatore pragmatico. Sono abituato a lavorare su progetti di Call for Solutions o di innovazione digitale, come Poste Italiane Call for Solutions o Unicredit Hack. La mia capacità di spaziare dal Graphic Design al 3D, fino alla UX/UI, mi permette di analizzare il problema da più angolazioni. Cerco soluzioni sostenibili, scalabili e allineate alle esigenze specifiche dell’ecosistema aziendale, puntando sempre al massimo impatto comunicativo.

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